Le tappe intermedie

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Fig.2. Shigeto Ikeda e il broncofibroscopio flessibile
Il salto di qualità in broncoscopia avvenne nel 1967 quando il giapponese Shigeto Ikeda introdusse il broncofibroscopio flessibile (Fig.2), strumento a fibre ottiche del diametro di pochi millimetri in grado di consentire l’esplorazione non solo dei bronchi principali e dei lobari ma di arrivare anche ai bronchi segmentari e subsegmentari. L’esame divenne di più facile esecuzione, meglio tollerato dai pazienti, più sicuro ed effettuabile anche con una blanda anestesia locale.
Ciò consentì la diffusione in tutto il mondo della metodica che in breve assunse il ruolo di indagine fondamentale in molteplici patologie dell’apparato respiratorio. Gli anni seguenti alla introduzione del broncofibroscopio videro il fiorire di numerose tecniche ancillari che ampliarono enormemente il campo di applicazione della broncoscopia estendendolo dallo studio e dalla terapia della patologia dei bronchi a quello delle malattie del parenchima polmonare stesso.
Basti ricordare il lavaggio broncoalveolare e le biopsie polmonari transbronchiali (Fig.3) (oggi correntemente utilizzate per lo studio del polmone profondo, delle pneumopatie infiltrative diffuse, delle pneumopatie infettive, delle lesioni polmonari periferiche), l’agoaspirato transbronchiale (Fig.4) (per la diagnostica delle linfoadenopatie e delle patologie espansive del mediastino), l’avvento di nuovi strumenti terapeutici (laser, elettrocauterio, protesi) per la terapia disostruttiva delle lesioni occludenti il lume delle vie aeree. Un ulteriore progresso si ebbe alla fine degli anni ’80 con la introduzione della tecnologia video. Dapprima piccole telecamere applicate all’ottica degli endoscopi e successivamente l’avvento dei videoendoscopi (le fibre ottiche sostituite da videochip miniaturizzati posti all’estremità distale dei broncoscopi) e della tecnologia digitale, consentirono la visualizzazione su monitor con indubbi vantaggi in termini di qualità delle immagini, di trattamento e di archiviazione delle stesse e di interpretazione dei reperti (Fig.5).

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Fig.3. Biopsia polmonare
transbronchiale
Fig.4. Agoaspirato transbronchiale
di linfonodo mediastinico
Fig.5. Immagine con
videobroncoscopio